30 novembre 2008

La "cara" casa dei pellegrini


Il Consiglio Comunale del 28 novembre ha affrontato la discussione su un punto proposto dal nostro Gruppo Consiliare, ovvero la richiesta di sospensione dell’approvazione del progetto definitivo-esecutivo del 2^ lotto e della indizione della gara di appalto dei lavori di restauro dell’ex Ospedale di S.Giovanni di Gerusalemme a S.Tomaso che prevede un impegno di spesa di 1 milione di euro; sospensione da noi motivata dalla necessità di rivedere il progetto e soprattutto di verificare il piano dei costi di gestione di questo immobile, quando sarà ultimato.
Il nostro gruppo ha espresso parere favorevole alla tutela e conservazione dell’immobile in considerazione che le indagini, tuttora in corso, sembrano avvalorare la presenza significativa di testimonianze archeologiche.
Abbiamo manifestato la nostra contrarietà all’intervento proposto dalla Giunta che prevede la ricostruzione di un complesso che ospiterà un ostello, un centro di ristoro, un museo, le cucine, il fogolar, una corte ed un centro di aggregazione per la frazione di S.Tomaso. Durante la discussione in Consiglio abbiamo criticato alcune caratteristiche dell’immobile, così come proposto, in particolare la realizzazione di 10 camere, alcune con quattro letti ma quasi tutte con servizi comuni (riportiamo a margine la pianta del secondo piano dell’ostello dove è prevista la realizzazione di 12 posti letto in 5 camere con due soli servizi, privi anche di bidet). La motivazione della scelta di realizzare l’ostello con queste caratteristiche è dovuta in sostanza, secondo le affermazioni dell’Assessore alla Cultura, alla volontà di riprodurre a S.Tomaso, le “condizioni” che trovavano i pellegrini ed i crociati che transitavano nei secoli scorsi, per andare alle Crociate ed in Terra Santa. Queste affermazioni sono state “rafforzate” dalla presunta esistenza di frotte di nuovi pellegrini pedestri che, a piedi e disarmati, marciano dal Nord Europa verso Santiago di Compostela o altri santuari. Motivazione che appare alquanto “peregrina”. Resta da capire, nel caso i pellegrini fossero in numero superiore, dove andranno alloggiati. In consiglio comunale non è stato escluso che si possano accomodare nelle sale al pianterreno in comodi sacchi a pelo!!
Le nostre perplessità inoltre riguardano sia il consistente impegno economico complessivo per la realizzazione dell’immobile (circa 3 milioni e mezzo di euro di cui quasi un milione a carico del bilancio comunale, cioè delle tasche dei majanesi), sia la possibilità di una gestione economica non passiva dell’immobile.
A tale riguardo la Giunta, nonostante le nostre sollecitazioni, non ha ancora individuato alcuna ipotesi attendibile.
Per fare comprendere il costo di questo intervento basti considerare che si spenderanno oltre 5 mila €uro per metro quadrato di superficie utile costruita, oppure che un posto letto alla fine costerà 140 mila €uro.
Ribadiamo la nostra ferma contrarietà ad un intervento di tale costo che nasca da quelle motivazioni.
A conclusione della discussione consiliare (alla quale l’Assessore ai Lavori Pubblici non ha ritenuto di portare un suo contributo), la maggioranza ha chiesto una breve sospensione della seduta per concordare la decisione da assumere. Nonostante il nostro Gruppo abbia dato la disponibilità a modificare il testo della delibera, proponendo di votare un invito alla Giunta a non procedere all’approvazione del progetto definitivo-esecutivo in attesa di valutare alcuni aspetti tecnici del progetto e soprattutto l’ipotesi di una futura gestione dell’immobile, la maggioranza ha voluto respingere la nostra proposta.
A questo punto resta da vedere cosa ne pensano i nostri concittadini.

10 Commenti:

Blogger bertoldo ha detto...

Robe da non crederci.
A proposito, visto che i costi di gestione saranno considerevoli, per inbcrementere le visite oltre ai viandanti non è stata prevista anche la possibilità di qualche apparizione ???
A Feletto e dintorni già ci marciano alla grande.

1 dicembre 2008 10.12  
Blogger bertoldo ha detto...

A parte le facezie, non mollate su questo argomento. Dovete informare i majanesi.

1 dicembre 2008 10.14  
Blogger l'insolente ha detto...

Trilussa il Pappagallo Ermetico

Un Pappagallo recitava Dante:
"Pape Satan, pape Satan aleppe...".
Ammalappena1 un critico lo seppe
corse a sentillo e disse: - È impressionante!
Oggiggiorno, chi esprime er su' pensiero
senza spiegasse bene, è un genio vero:
un genio ch'è rimasto per modestia
nascosto ner cervello d'una bestia.
Se vôi l'ammirazzione de l'amichi
nun faje capì mai quelo che dichi.

4 dicembre 2008 21.14  
Blogger l'insolente ha detto...

Una parte di concittadini si accontenterebbe di capire CHIARAMENTE la vs. posizione visto che da un OdG volto a chiedere “la sospensione del 2^ lotto e l’appalto da 1 milione di euro”, alla fine dissertate di servizi igenici, ristoro, dormitori, quasi le vostre preoccupazioni riguardassero, non l’opera in tutta la sua entità ma la “gestione economica non passiva dell’edificio” preoccupandovi delle dolenti membra dei pellegrini e di come queste potranno essere ritemprate in confortevoli bidet di longobarda fattura.

Cosa chiedete in buona sostanza:
Avete la determinazione di chiedere che si fermi lo spreco, al limite svolgendo le indagini storiche e la messo in sicurezza del sito o volete proporre i vostri gusti sul tipo di piastrelle e sui bidet?

5 dicembre 2008 21.43  
Blogger thermonuke ha detto...

Mi an dite che le Mestre e je veramentri contente e braurose che i soi allievos plui birichins, chei di Intesa par capisi, e an finalmentri studiat il so trattat di archeologje sul Mausoleo di San Tomas e che si stan puartant indenant cule cognossince de culture e de storie dal ordin di malte (e pedrat).

Jo inveite che no ul studia o ai inmo une slodre di dubits, ancje sul judizi di Intesa:
ma alore isal un gjoiel o un col di claps? Magari mi soi pierdut une recente scuvierte…

Che le storie e sedi stade, nessun dubit, figurinsi, il friul e je stade tiere di passac par civiltats di ogni tipo, barbars, langobarts, celts, romans, austroongjares, mucs, e vie indenant, de preistorie fin ae grande vuere ma bisugne viodi ce che al e pardabon restat e ce che pardabon al val.

No lu cjati plui sule ret e o pensi che une atente comunicazion lu vedi gjavat di corse ma sun t’un sit di turism si diseve de bielissime gleseute denant e si diseve che NUJE al restave dal vecjo ospedal che al ere li dongje…. boh… sparit…. misteri.

Cheste cjase e je stade une cjase contadine, un depuesit, stali un grump probabilmentri.
E alore o domandi sonin documents che testemonin che amancut lis fondes o un mur al sedi origjinal?
Parce Christian, il blog plui seguit di Majano nol a publicat un document, une foto, un alc che al gjavi amancut un poc di dubits?
Nie di nie, un crep, un vas, un plat, un imprest, une testemonenace, un studi, un libri….

Dome une foto o vin: un pedrat sot di un marcjepit in peton e lavàt.
Robe vonde comun tes cjases contadines, tes aries, curtii, cjaminaments e ancje vue si fas le fonde prim dal petòn.
Che chest o che j arcs e sedin le patente storiche dal sit, salvo provis che no ai ni o viot mi par veramentri inconsistent no?
El studi storic dal consorzi cjiscjei? Pocut nomo?
E parsorevie nol devi sedi propit nuje se si continue a sgjava no?
Ce si isal cjatat?
Vino di azzarda a di nie?
E alore si sgjave …. Si sgjave….INMO….si cir….
A part un referendum telematic sul blog di Romanin sul rest un silenzio assordant!


Ma fasin che jo o soi mat come ducj chei che dubitin, fasin che al e un gjoiel intat, un unicum di storie culture e architetture, eco alore:
Stino recuperant e valorizzant cence mi par di capi un progjet definitif aprovat?

E se par metilu adun, fruibil e sicur lu ruvinin?

Se al e le preciose robe che disin, cemut podino fa intervens cussi radicai come meti lus aghe fogne, jets, cusines, cessos.

No parceche, se no mi spaventin dos stradutes di valorizzazion sul cuel dal fum, save che al e ator un progjet par fa un tet di len e i seraments al Colosseo cun che di valorizzalu funzionalmentri un tic di agitazion mi ven....

Grazie par cui che al po scontratimi o viergimi i voi (ancje se soi convint di viodi vonde ben…).

6 dicembre 2008 23.09  
Blogger l'insolente ha detto...

Di fronte all’opera da 3,5 milioni di euro, anche nella maggioranza qualcuno comincia ad avere dei dubbi.

Li espresse l’ing. Zucchiatti il 31.10.07, sul blog di Romanini affermando “Il mio scetticismo sull'intervento non è affatto riferito al valore storico del sito o dell'edificio, ma alla sua destinazione e all'uso che se ne farà una volta completato, ovviamente facendo sempre le debite proporzioni tra costi e benefici"

Ora anche Ciani, non sorprendendo nella sostanza, in quanto certamente il più cosciente dei conti e delle esigenze di bilancio si lascia andare ad ammissioni più tecniche e meno archeologiche espressione di ponderata preoccupazione per i futuri bilanci comunali.

Da tecnico, non da archeologo, teme:
1. l’aumento di spese, costi e servizi, o i maggiori fabbisogni sociali e primari a cui il comune dovrà contribuire per la preannunciata recessione e a cui Michelutti, Garzitto e Romanini predicando il “fatti non foste a viver come bruti” difficilmente daranno soluzione.
2. l’incertezza nelle entrate, i trasferimenti, imposte abrogate, fiscalità in evoluzione, federalismo, incertezze per le quali anche l’Anci suona campanelli d’allarme.
3. forse, visto che voci insistenti già lo vedono come prossimo Sindaco, potrebbe anche legittimamente pensare a non lasciarsi in eredità questo fardello di oneri.

Altro che piastrelle e bidet!

9 dicembre 2008 23.25  
Blogger l'insolente ha detto...

Volete la riprova?
Nessuno, nemmeno il diligente Romanini ha fatto menzione della vera novità clamorosa che è il finanziamento al progetto del palazzetto dello sport e associazioni!

1.200.000 per una struttura inserita di recente nel piano delle opere pluriennali e giustificata come l’intenzione di cogliere un opportunità di finanziamento, non certa, ma che era giusto proporre con un progetto di massima.

E’ veramente una bella notizia ma tutti la tacciono ed è una vera disdetta che le preoccupazioni sul bilancio già ci siano per l’opera in fase di inizio a San Tomaso vero?

Non sarà che la notizia è passata sottotraccia perché tutte e due le cose non si possono fare per le ragioni di sostenibilità anzidette vero?

Il pensiero corre ai dubbiosi che avverserebbero l’inutile ostello ma allargano le braccia chiosando che in fondo è bene a Majano finanzino qualcosa “di grande”, che “ormai che ce li danno dobbiamo spenderli” o, meglio che “che se no finiscono ad altri”?

Ora l’opportunità c’è!
Se di scelta si tratterà, tra il costruire un opera a diretto beneficio di una larga fetta di cittadini, PER MAJANO che completerebbe il centro, darebbe spazio alle numerose associazioni, sostituirebbe una palestra quasi inagibile e un palazzo delle associazioni vetusto e l’insistere con un improbabile un ospizio per viandanti pellegrini, quanti avranno ancora dubbi?

Forse nella maggioranza ci stanno pensando sopra.
Che la valutazione su possibili rinvii di contributi sottenda proprio alla necessita di rifare due conti se non addirittura pensare a un travaso.

In fondo l’idea troverebbe un buon consenso, mancano due anni alla fine legislatura è percepibile che il vanto di questa novità avrebbe anche un valore elettorale.

Chi lo cogliera?

Mentre scegliete i bidet, che ne dite di un referendum palazzetto/ ospedale!

9 dicembre 2008 23.32  
Blogger thermonuke ha detto...

Orpo,
se stan cussi li robis tocjarà da une man al bon sens puitost che sburta el dissens....

Bon bidè!

10 dicembre 2008 12.40  
Blogger intesa per majano ha detto...

Dopo l'ultimo Consiglio Comunale il Consigliere Lugi De Sabbata ha inviato al Messaggero Veneto la lettera sottoriportata che, a distanta di oltre 10 giorni, non è stata ancora pubblicata nella rubrica Posta dei lettori.

"Nell’ultimo Consiglio Comunale, su proposta del Gruppo Consiliare di minoranza
“Intesa per Majano”, è stata discussa la sospensione temporanea dell’
approvazione del progetto esecutivo del secondo lotto dei lavori di restauro
dell’ex Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, situato nella frazione di San Tomaso. Il progetto prevede una spesa di 1 milione di €uro. La maggioranza ha respinto la nostra richiesta che era motivata, e lo è ancora di più oggi, dalla necessità di verificare la razionalità e la funzionalità dell’intero progetto
ed i costi di gestione ad opere ultimate. Non abbiamo mai messo in discussione la necessità di salvaguardare, tutelare e valorizzare i reperti storici del
vecchio Ospedale medievale, se effettivamente documentati. Ancora oggi, va precisato, sono in corso indagini archeologiche ed i risultati non sono compiutamente noti. Dissentiamo decisamente dalla logica usata dalla Giunta per indirizzare il restauro e la ricostruzione degli immobili e dall’obiettivo del progetto che definisce “i siti ospitalieri medioevali, organizzati in rete, un modello ancora attuale da comprendere e rilanciare”. Per questo è importante che i majanesi conoscano la realtà dei dati di fatto. Dopo l’appalto del primo
lotto, da noi non approvato, di circa 100 mila €uro che era finalizzato a recuperare le strutture della Casa del Priore, col secondo e poi col terzo
lotto la Giunta vuole ricostruire un complesso che prevede le cucine, la mensa, la sala del fogolar, la sala ristoro, la sala della accoglienza, la sala
convegni, un porticato per i laboratori, due sale espositive per il museo, un ostello con dieci camere e forse una area esterna destinata a roulottopoli. In
queste sale sarà ospitato anche il centro sociale della frazione di San Tomaso.
L’importo finale dell’opera è stimato in circa tre milioni e mezzo di €uro, di cui due milioni finanziati dalla Regione, mentre un milione sarà prelevato
totalmente dalle tasche dei majanesi. In pratica una sorta di nuova tassa sulle nostre famiglie. Ciò che non ci convince e che contestiamo, è il risultato
finale di questo progetto. Da un lato si afferma di voler “promuovere attività economiche, sociali e culturali”, quali il museo e l’ostello. Dall’altro lato
si vuole riprodurre, come dichiarato dall’Assessore alla Cultura, l’afflato dei tempi in cui, secoli or sono, i pellegrini ed i crociati transitavano per S.
Tomaso per recarsi in Terra Santa. Coerentemente con questa visione "monacale" è stato previsto un ostello con dieci camere, a due e quattro letti, per un totale di venticinque posti letto ma con solo cinque bagni sui due piani.
Abbiamo espresso in Consiglio le nostre preoccupazioni per i risultati finali dell'opera, del tutto estranea dalla realtà attuale e per i suoi costi finali. Abbiamo contestato soprattutto la inesistenza di qualsiasi previsione della Giunta sulla stima dei costi di gestione per quanto riguarda la cucina, il
ristoro, il museo e le camere (personale, luce, acqua, riscaldamento, pulizie, ecc.). Ci è stato risposto che “la cultura costa” e che non c’e da
preoccuparsi in quanto esistono frotte di pacifici pellegrini pedestri che da tempo marciano dal Nord Europa verso Santiago di Compostela o altri santuari e
che a S. Tomaso essi potranno trovare sostentamento ed alloggio, seppure promiscuo. Nel caso i pellegrini fossero in numero superiore ai 25 posti letto
previsti, ci è stato precisato che essi si adatteranno a riposare serenamente anche nei sacchi a pelo. Affermazioni temerarie che non condividiamo e di cui
non ci assumiamo la responsabilità. Questa opera, in quanto realizzata con
soldi pubblici, richiederebbe un maggiore e superiore rigore amministrativo.
Siamo convinti che nessun privato azzarderebbe un investimento economico di tale portata basandosi su quelle motivazioni. Diversi anno or sono, la Snaidero chiese alla Amministrazione Comunale una variante urbanistica per poter edificare, assieme ad altri edifici, un albergo di fronte allo stabilimento.
Dopo varie indagini di mercato il progetto fu abbandonato. Noi vogliamo far riflettere i majanesi su alcuni dati, indicatori dei costi dell’intera operazione. Si spenderanno oltre 5 mila €uro per metro quadrato di superficie utile costruita (tre volte il valore attuale di una abitazione) oppure un posto letto (di ostello, non d’albergo a cinque stelle) in quel contesto alla fine costerà 140 mila €uro. Ribadiamo la nostra ferma contrarietà ad un progetto che nasce con quegli obiettivi e che è privo di qualsiasi piano
previsionale di gestione. A questo punto resta da conoscere cosa ne pensino i contribuenti majanesi, tenuto conto anche dei tempi di ristrettezze che ci accingiamo ad affrontare.
Luigi De Sabbata
Consigliere Comunale di
Intesa per Majano"

15 dicembre 2008 22.36  
Blogger gazzettiere ha detto...

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale sia il capogruppo Molinaro che De Sabbata hanno chiaramente affermato in più riprese che Intesa per Majano riconosce il valore storico culturale del sito di S. Tomaso e che è favorevole alla sua conservazione. Ora, nella sua lettera, De Sabbata aggiunge un “se effettivamente documentato” che dal verbale del consiglio non risulta. Si trattava di una sottolineatura riferita alle ulteriori indagini archeologiche in corso che, evidentemente, Intesa immagina già non metteranno in discussione quelle che hanno portato la giunta a richiedere i contributi regionali e a predisporre il progetto.

Diversamente sarebbe stato più logico e trasparente sollecitare la sospensione di progetto ed appalto motivandoli con un valore storico culturale non ancora definito ed accertabile solamente ad ulteriori ricerche ultimate. Probabilmente, così presentata, la proposta avrebbe fatto breccia anche nella maggioranza in quanto di assoluto buon senso.

Se così non fosse stato non avrebbe trovato alcuna logica spiegazione la dichiarazione trionfale della Garzitto che, con malcelata ironia, si è complimentata con loro per gli impensabili passi avanti registrati rispetto “ai quattro sassi “ delle precedenti discussioni. Li ha anche sfidati perché è fiduciosa che avranno un ripensamento analogo sul progetto. Perfino uno stupito Tuti ha chiesto loro dove volessero andare a parare.

I rappresentanti di Intesa per Majano, non avendo quindi messo in dubbio (se non confusamente e senza convinzione) che l’investimento milionario di S. Tomaso si farà, hanno dovuto concentrare le loro critiche esclusivamente su alcuni particolari tecnici del progetto e sulle future spese di gestione. A seguito di simili argomentazioni che hanno impegnato a lungo il consiglio, la maggioranza ha promesso alla minoranza che i temi sollevati saranno approfonditi nell’apposita commissione ed ha respinto la richiesta di sospensione.

Significa che, qualora in commissione si trovasse un accordo su alcuni particolari del progetto (bidet nei bagni ad esempio) e sulle ipotesi di gestione, il gruppo di Intesa per Majano non avrebbe remore nell’ assumersi la responsabilità di dare il proprio consenso all’opera ?

Lo scrivente e molti cittadini, prima di entrare i certi particolari (talvolta banali), vorrebbero sapere senza ombra di dubbio se sul quel sito esistono davvero resti storici riconducibili ad un ex ospedale dei Cavalieri di Malta che giustifichino una spesa del genere. Nel suo commento racconta forse frottole Thermonuke dove afferma che, a tuttoggi, non è stato trovato alcun reperto che lo testimoni. (fondazioni o muri originali, un coccio, una pentola, un attrezzo, uno mobile, etc. Niente di niente insomma, salvo un ciottolato di incerta datazione ) ?

Quelli di Intesa dovrebbero smentirlo e produrre la documentazione che li portati ad abbracciare, seppur tardivamente, le tesi della maggioranza. In difetto la loro posizione apparirebbe poco comprensibile. Aggiungo che saremmo tutti più tranquilli se, sulla stampa, dopo tante costose ricerche, si producesse qualche fotografia delle testimonianze storiche ritrovate (se ce ne sono).

Da rilevare inoltre che, sia nella nota di Intesa che nella missiva di De Sabbata, viene incredibilmente taciuto il fatto nuovo rappresentato dell’annunciato contributo regionale di € 1.200.000 (vedi verbale) per il primo lotto del palazzetto dello sport per la cui realizzazione è prevista una spesa di 3 milioni di euro.

L’Amministrazione dovrebbe ora gestire contestualmente l’investimento di S. Tomaso e quello del Palazzetto per un totale di circa 6,5 milioni di euro. Comporteranno interessi milionari a carico del bilancio ordinario del Comune rateizzati in 20 anni che appaiono insostenibili salvo condannare le future amministrazioni a non poter fare nulla se non gestire l’ordinaria amministrazione come qualcuno ha scritto sul giornale. Mi stupisce che il gruppo di Intesa, oltre a non avere contestato l’opportunità della spesa per il recupero dell’ex Ospedale di Gerusalemme, non abbia evidenziato le aggiuntive preoccupazioni di carattere finanziario conseguenti l’investimento per il palazzetto.

Avrebbero avuto buon gioco a dimostrare che era necessaria una pausa di riflessione per deliberare con cognizione di causa su un quadro economico decisamente diverso e peggiorato. Se ne sarebbe riparlato con più calma in successivo consiglio nel corso del quale si sarebbe potuto eventualmente optare per un solo intervento accantonando momentaneamente l’altro. E’ indubbio che l’utilità sociale del Palazzetto che comprenderà palestra, campo sportivo, locali per le associazioni, etc. sarebbe di gran lunga superiore a quella del sito di S.Tomaso anche se ne venisse dimostrata la validità storico culturale.

L’assessore al bilancio è intervenuto nella discussione ammonendo (cito dal verbale) “confesso di avere avuto molti dubbi di carattere finanziario ma assicuro che, nel momento in cui fossimo costretti a non poter più garantire certi servizi, ad aumentarne le tariffe oppure ad istituire nuovi balzelli per i cittadini, ci fermeremo. Mi impegno in tal senso di fronte al consiglio”.

Strano, davvero strano che né il sindaco né i colleghi di maggioranza né quelli dell’opposizione abbiano colto le sue fondate preoccupazioni. Mah !

20 dicembre 2008 17.48  

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